IL MALE. ESERCIZI DI PITTURA CRUDELE
Torino, Palazzina di Caccia di Stupinigi
26 Febbraio – 26 Giugno 2005
La Regione Piemonte, il Comune di Torino e la Fondazione Torino Musei
hanno promosso una grande mostra di straordinario richiamo "mediatico" dal titolo "Il Male. Esempi di pittura crudele", che si terrà presso la Palazzina di Caccia di Stupinigi a Torino, nelle date sopra indicate. La mostra è ideata e curata da Vittorio Sgarbi e Gilberto Algranti ne è il coordinatore generale. La produzione e l'organizzazione dell'evento sono a cura di Tekne Associazione Culturale
Spesso, nelle rappresentazioni di pittura religiosa, ed in particolare nelle predelle, più vicine alla mano dei fedeli, rabbiosi graffi, indifferenti al rispetto per l'opera d'arte, cancellano le inquietanti presenze di demoni, cattivi e maligni. Il devoto esorcizza il Male. Dunque, ne avverte la presenza e la vorrebbe consentire alla fantasia dell'artista.
Se questo appare normale nella pittura religiosa, nei dipinti ospitati nelle chiese, è invece insolito e impressionante in un ritratto che tutto sarebbe dovuto essere meno che ignoto, come quello di Antonello da Messina
del Museo Mandralisca di Cefalù. Su di esso, come per uno sfogo irrazionale ed incontrollabile, si è scaricata l'ira di un nemico misterioso, che lo ha insistentemente sfregiato. A luce radente, il dipinto appare attraversato da impietosi graffi, che ne hanno lacerato la superficie pittorica. Impossibile comprenderne la ragione, se non con l'odio verso l'effigiato, che superava il rispetto per l'eccezionalità dell'opera d'arte. Non un vandalo, ma un duellante, un antagonista, forse un esorcista, che vedeva in quel volto il Male. Anche nell'altro anonimo ma individuatissimo ritratto di Antonello in Palazzo Madama, a Torino, si avverte la furbizia, l'inganno, l'inclinazione alla frode, che ne fanno, ancor più, un modello negativo.
Da questo avvertimento del Male, parte l'idea di una mostra, che, attraverso notevoli esempi, cerca nella pittura le tracce, anche inconsce oltre che esplicite, di crudeltà, di sadismo, d'immagine o negativa o devastata dell'uomo.
Un "Ritratto di Dorian Gray" della Pittura, che, attraverso notevoli esempi, cerca nell'arte le tracce, anche inconsce oltre
che esplicite, della crudeltà, del sadismo, di immagini o negative o devastate dell'uomo. Dalle teste mozze alle "Vanitas", simbolo della caducità dell'uomo, dalle "Meduse" alle efferatezze dei carnefici, che strappano pelle, denti, occhi e seni a santi e sante, diventando rappresentazione di umana-disumana crudeltà. Nondimeno, da queste immagini si innalza l'immaginazione d'impavida bellezza, di fascino misterioso, sensuale e decadente.
Il percorso attraverso le immagini del Male inizia quando nell'arte, al principio del Quattrocento, appare l'individuo con le sue contraddizioni: nei ritratti fiamminghi e, in Italia, con Antonello da Messina. Prima ci sono demoni, mostri, nell'immaginario medievale, che popolano un inferno, dove i dannati espiano i loro peccati, mostri che Hieronymus Bosch trasporta nella vita quotidiana. La mostra intende far affiorare i sintomi e le manifestazioni di questa atmosfera stregata e affascinante, rimossa, fatta di turbamenti e peccati, in una rassegna di opere pertinenti e straordinari capolavori.
Tra le testimonianze di questo spirito spiccano, nel Quattrocento, i dipinti di Giovanni Bellini, Beato Angelico, Sassetta, nel Cinquecento, le opere di Tiziano, Lorenzo Lotto, Giovan Battista Moroni, Annibale e Agostino Carracci, Passerotti; nel Seicento, capolavori di Artemisia Gentileschi, Ligozzi Paolini, Salvator Rosa, Ribera, il Genovesino, Van Leer e le straordinarie "Meduse" di Caravaggio e Rubens; nel Settecento, dipinti di Ghezzi, Fra' Galgario, Francisco Goya e Füssli.
Tra le opere che rappresenteranno il Male nell'arte dell'Ottocento spiccano capolavori di Giuseppe Pelizza da Volpedo, di Gaetano Previati e William Blake. Il Novecento, secolo di Freud, età della proiezione di incubi e sogni, era dell'interpretazione di ansie ed inquietudini, è rispecchiato in opere di grandi maestri come Otto Dix, de Chirico, Viani, Sironi, Pirandello, Bacon, Munch e Balthus, ma anche di maestri non molto conosciuti, come Buratti, Baccarini, Boncinelli e Ferrazzi. Dal Novecento ai contemporanei: Music, Ferroni, Kokocinski, Sughi, Bottoni, Schmidlin, Martinelli e Crocicchi.
Le 240 opere, scelte con grande puntualità, riusciranno a testimoniare la presenza, nell'arte europea, del Male in tutte le sue diverse manifestazioni e illustreranno la particolare illustrazione del progetto scientifico.